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Il comune di Ghiffa appartiene a: Regione Piemonte - Provincia del Verbano Cusio Ossola

Le Frazioni di Ghiffa

Nome Descrizione
Indirizzo Corso Belvedere, 127
Caronio

Nome celtico che significa sopra le acque è dovuto alla zona che si fregia di molte vene di acqua cristallina rendendo favorevole nella stagione estiva il soggiorno.

Cargiago

I boschi misti di latifoglie che dal lago salgono a coprire con manto uniforme da Cargiago sino al Santuario della Trinità, si aprono lungo una sequenza di sentieri e mulattiere e offrono mirabili scorci panoramici sull’alto lago verbano. Nella valle sottostante il rio Ballona nel volgere dei secoli ha scavato un letto profondo circondato da dirupi e cascate.

Ceredo

I feudatari Morigia tenevano a Ceredo il proprio tribunale o banco di giustizia ed è ancora visibile la balconata ove venivano proclamate le sentenze.
L’oratorio, ampia costruzione ha titolare il patrono San Bernardo da Mentone ed è stata sede di sacerdoti coadiutori di San Maurizio.

Carpiano

La nascita del borgo sembra molto antica in quanto si dice possa essere stato luogo di un accampamento romano posto a difesa dei dintorni. Nel costruire delle ville si rinvennero tombe con iscrizioni, un’anfora ed un braccialetto. Carpiano è posto in un’amena posizione soleggiata ed è stata per anni coperta da vigneti e colture di frutteti.

Susello

In antico, borgo assai popolato, fu distrutto quasi totalmente dalla peste del 1630 – “Perla” del luogo è la chiesa di Santa Maria Assunta, monumento nazionale già esistente nel 1173. Grande richiamo artistico è il ciclo di affreschi del XVI secolo, recentemente rimessi in luce togliendo la calce che li celava.
Sono opera di Joannes Maria de Rumo da Oleggio, pittore della Scuola di Gaudenzio Ferrari. Natura e arte sono intrecciate con armonia e bellezza.

Arca

Antiche cappelle come quella di Arca testimoniano un’antica devozione popolare tipica della nostra zona. La Cappella di Arca è stata eretta dalla famiglia Scavini nel 1879 ed è stata recentemente ristrutturata. Poco lontano sorgeva la frazione Pozzo distrutta dalla peste del 1630.

Selva

A ridosso di Selasca dove il rio Ballona attraversa l’antico ponticello e scivola nel lago, troviamo Selva già sede della rinomata filatura Bianchi, poi Cucirini Cantoni Coats.
La zona che doveva essere in origine un bosco di folte piante è stata scelta come sede di un complesso residenziale, sportivo e discoteca. Seguendo la riva, al confine con San Maurizio troviamo un altro grande complesso sorto ove il principe Pietro Troubetzkoy fece costruire la villa Ada in un sontuoso parco ricco di piante esotiche.

Sasso

Dalla cappella a due colonne dedicata alla Madonna di Re, dove già nel 1881 zampillava una bocca di acqua fresca si sale al piazzale di una antica villa dove, come a villa Ada i Righetti e poi i Riccardi portarono su questo promontorio piante rare.
Sopra, nel bosco, veniva raccolta la legna del bosco e, in spiazzi appositi, cotta la carbonella di legna commercializzata nel ‘700 e ‘800 a Milano caricandola su burchielli (tipiche imbarcazioni) che percorrevano il lago e i navigli.

San Maurizio

La chiesa parrocchiale fu riedificata nel XVI secolo ampliando un precedente oratorio dal XII secolo. Il borgo verrà in seguito costruito attorno ad essa. Di fronte alla chiesa sorge un palazzo inaugurato nel 1910 e costruito grazie alla benefattrice Teresa Ceriana Racca, una scuola condotta dalle Suore Ravasco chiamate a Ghiffa per seguire la gioventù del luogo dal 1898.

Bozzela

E’ zona di incrocio nel collegamento fra Frino e San Maurizio.
Il ripido tratto di strada che collega a lago portava alla grande darsena dei Morigia ed era anche sede degli impianti con le grosse stalle dei Feudatari che utilizzavano i prati confinanti.

Frino

Già sede del feudo Morigia nel sontuoso castello è testimone di storia antica. Dal 1447 per trecento anni è stato centro amministrativo e religioso delle degagne di San Maurizio e San Martino. Da Frino si governava sulla fascia che dal confine del borgo di Intra si giungeva sino alla Resega di Barbè al confine di Cannero.

Ronco

In occasione della festa patronale nella chiesa di Ronco, dedicata alla Visitazione di Santa Elisabetta a Maria, agli inizi di luglio, viene calata una teca a forma di nuvoletta dalla volta della chiesa sopra l’altare. Viene poi estratta una croce con reliquario che viene venerata fra canti popolari propiziatori. A fianco della chiesa, dove risiedevano i Conti Marocco, nel 1920 il dr. Luigi Rovetta da vita alla grande Casa di cura famosa per la cura del ricambio. La cura naturale per la disintossicazione è a base di erbe. La casa di cura chiusa nel 1980 è ora in fase di riqualificazione turistica alberghiera residenziale.